<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>italoinglese &#187; libri</title>
	<atom:link href="http://www.italoinglese.com/tag/libri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.italoinglese.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Dec 2009 15:54:54 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Simone Perotti presenta &#8220;Adesso Basta&#8221; alla London School of Economics</title>
		<link>http://www.italoinglese.com/2009/12/simone-perotti-presenta-adesso-basta-alla-london-school-of-economics/</link>
		<comments>http://www.italoinglese.com/2009/12/simone-perotti-presenta-adesso-basta-alla-london-school-of-economics/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 23:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Prina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[LSE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italoinglese.com/?p=113</guid>
		<description><![CDATA[
La prima cosa di cui Simone Perotti vuole parlare è il successo inaspettato del suo ultimo libro: &#8220;Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita&#8221;, ed. Chiarelettere. Gli crediamo quando dice che secondo lui la chiave di tutto può essere nell&#8217;espressione &#8216;cambiare vita&#8217;. Sono evidentemente in tanti quelli della generazione dei quarantenni che si identificano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-114 aligncenter" title="adesso basta" src="http://www.italoinglese.com/wp-content/uploads/2009/12/adesso-basta.jpg" alt="adesso basta" width="130" height="191" /></p>
<p style="text-align: left;">La prima cosa di cui Simone Perotti vuole parlare è il successo inaspettato del suo ultimo libro: &#8220;Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita&#8221;, ed. Chiarelettere. Gli crediamo quando dice che secondo lui la chiave di tutto può essere nell&#8217;espressione &#8216;cambiare vita&#8217;. Sono evidentemente in tanti quelli della generazione dei quarantenni che si identificano con l&#8217;autore, che sono in cerca di cambiamenti radicali, o che semplicemente li sognano. E molti li sognano male.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;intervento, durato più di un&#8217;ora davanti a un gruppo molto eterogeneo di studenti della LSE, inizia con l&#8217;inquadramento storico della generazione di cui fa parte Simone. La generazione dimenticata, tra &#8220;quelli del 68&#8243; e &#8220;quelli dei mille euro&#8221;. Agli adolescenti mancavano gli ideali e le passioni degli anni 60, ideali e passioni che non importa siano giusti o sbagliati, condivisibili o meno, eterni o passeggeri, averli avuti (o non averli avuti) è ciò che fa la differenza. Crescevano vivendo ciò che i loro fratelli maggiori avevano guadagnato e teorizzato, senza dover fare nessuno sforzo per averlo, circondati dalle aspettative della società. Scuola, università, buoni voti, lavoro, soldi.</p>
<p style="text-align: left;">Dopo quasi vent&#8217;anni di esperienza lavorativa tra consultancy e advertisement, con una carriera invidiabile, arriva qualcosa, una sensazione strana. Di quelle che ti prendono nel modo più inatteso possibile. In coda in tangenziale fuori Roma, il caldo e la cravatta troppo stretta, in un giorno come mille altri, Simone si è guardato da fuori e non si è piaciuto per niente. Da quel momento incominciano i cambiamenti radicali che l&#8217;hanno portato a dedicarsi a ciò che gli piaceva veramente, la scrittura e le barche a vela, guadagnando poco e spendendo meno. Ma vivendo da uomo libero.</p>
<p style="text-align: left;">La sua analisi del sistema, dei grandi ideali, del significato di Libertà è affascinante. Il tono è critico-costruttivo verso tutti quelli che fanno parte del sistema, in primis se stesso e i suoi coetanei. Poi la politica, il mondo del lavoro, le idee dell&#8217;apparire e del circondarsi di oggetti. Senza mai sfociare nel qualunquismo.</p>
<p style="text-align: left;">Molto divertente ed esemplificativo il racconto dei &#8220;discorsi da Happy Hour&#8221;, l&#8217;ora d&#8217;aria dei tempi moderni. Quante volte capita di sentire le lamentele di quelli che dicono: &#8220;Non ce la faccio più, vado su un&#8217;isola deserta&#8221; e cose di questo genere. A ragionarci su, chi dice così è ormai un caso senza speranze. Non solo fa parte degli insoddisfatti, ma di un sottogruppo ancora peggiore, gli insoddisfatti che non sono più capaci di sognare. E allora la sparano grossa o, per esprimere meglio il concetto, dicono cazzate, non sapendo più cosa vorrebbero fare sul serio, prima di tornare alla solita routine quotidiana, quando l&#8217;ora d&#8217;aria finisce.</p>
<p style="text-align: left;">Il pubblico è stato entusiasta, e le domande sarebbero andate avanti ancora per ore.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" title="Simone Perotti" src="http://www.speakers-corner.it/speakerscorner/rubriche/ricercario/perotti.jpg" alt="" width="146" height="220" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italoinglese.com/2009/12/simone-perotti-presenta-adesso-basta-alla-london-school-of-economics/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
